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Dal primo gennaio 2027 scatta una rivoluzione per il portafogli di milioni di automobilisti italiani: l’esenzione dal pagamento del bollo auto e moto. La novità, inserita dal Governo nel Decreto-legge numero 162 del 2026, non è però un liberi tutti. Esistono regole severe sulla potenza dei veicoli, sul numero di mezzi a disposizione e sull’obbligo di essere in regola con i controlli stradali e assicurativi. Facciamo chiarezza con parole semplici e schemi immediati.

Quali auto e moto non pagano? Occhio al libretto
Non ha importanza l’alimentazione del motore: che la tua auto sia a benzina, diesel, GPL, ibrida o elettrica, l’unico parametro che decide se pagherai o meno il bollo è la potenza espressa in chilowatt.
Spetta l’esenzione a tutte le auto con potenza fino a 80 kW, che corrispondono a circa 108 cavalli. Spetta l’esenzione anche a tutti i motocicli privati, per i quali non sono previsti specifici tetti di potenza. Non spetta invece l’esenzione alle auto che superano anche solo di un soffio la soglia degli 80 kW, come ad esempio i modelli da 81 kW in su.
Per verificare la situazione della propria vettura basta prendere la carta di circolazione, ovvero il libretto dell’auto, e cercare il campo identificato dalla sigla P.2. Il numero scritto in quella casella indica la potenza esatta e chiarisce subito se il mezzo rientra o meno nel taglio delle tasse.

Il limite dei veicoli: vale solo per un’auto a testa
Un altro grande fraintendimento riguarda le famiglie o chi possiede più mezzi. L’esenzione non si applica a tappeto su tutto il parco auto intestato a una singola persona, ma segue la regola del veicolo unico per cittadino.
Chi possiede una sola auto sotto gli 80 kW non pagherà nulla. Chi invece possiede due o più auto sotto gli 80 kW avrà diritto all’esenzione solo su un’auto, nello specifico quella con la potenza minore, mentre sulle altre continuerà a pagare il bollo normalmente. Le auto intestate a società, persone giuridiche o in leasing sono totalmente escluse dal provvedimento. C’è inoltre un requisito extra fondamentale: per poter attivare lo stop al bollo, il veicolo deve essere regolarmente coperto da assicurazione RCA attiva.

Operazione definitiva o una tantum? Cosa succede dopo il 2027
Questa è la domanda più importante: si tratta di una misura a spot o durerà per sempre? La risposta corretta si colloca nel mezzo: tecnicamente oggi copre solo il 2027, ma l’obiettivo politico è renderla definitiva.
Cosa c’è di sicuro oggi: il decreto-legge ha stanziato i soldi, pari a circa 2,3 miliardi di euro ricavati da economie del PNRR, per cancellare i bolli che scadono dal primo gennaio al 31 dicembre 2027. Per quell’anno i fondi ci sono e sono blindati.
Cosa succederà dal 2028: legalmente, il decreto attuale non può finanziare le scadenze future. Tuttavia, il Ministero dell’Economia ha confermato l’intenzione di rendere la misura strutturale e permanente. Per farlo, il Governo dovrà inserire nuovi fondi specifici all’interno della prossima Legge di Bilancio che verrà discussa a fine anno.
In sintesi: la norma non è nata per essere un bonus usa e getta, ma la certezza matematica per gli anni successivi al 2027 arriverà solo con i prossimi passaggi parlamentari.
Fonti articolo:
- Presidenza del Consiglio – Comunicato Casing n. 189 del 16/09/2026.
- Ministero dell’Economia – Nota MEF su fondi PNRR e stanziamenti.
Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle agenzie pratiche auto di Autotime a Verona.
