Dakar 2019: partita!!!!

Il 7 gennaio è partita ufficialmente la 41^ edizione della Dakar, con la prima tappa che porterà i concorrenti da Lima a Pisco. Ben 126 auto e 41 camion, oltre alla pattuglia dei side by side, si daranno battaglia sulle 4 ruote (a dire il vero ci sono anche i quad, ma quelli li lasciamo ai cugini di Moto.it.

Quello su cui vogliamo fare chiarezza è relativo alle tipologie di vetture coinvolte in questi 5000 km di gara.

Buggy

Con oltre 3000 km su sabbia quest’anno potrebbe essere la volta buona per i buggy, vetture prototipo che possono da regolamento utilizzare la sola trazione posteriore. Si tratta di auto che riprendono in maniera poco fedele lo stile delle vetture di serie che le case cercano di promuovere e, se in alcuni casi ci riescono (Peugeot 3008 DKR), in altri il risultato è molto lontano da quanto si vede tutti i giorni per strada (Mini JCW Buggy), ma l’obbiettivo è certamente un altro.

Il Buggy, infatti, risponde a un regolamento molto più libero e se alcuni possono pensare che la trazione posteriore sia uno svantaggio, c’è da fare i conti con un peso più contenuto e una maggiore escursione delle sospensioni. Non mancano tra l’altro superfici di appoggio più generose, date da gomme molto più grandi rispetto alle 4×4 e la possibilità di scegliere la geometria del motore più congeniale secondo il costruttore.

Mini adotta un 3.0 L 6 cilindri in linea turbo da 350 cv, mentre Peugeot ha scelto di equipaggiare la 3008 DKR con un’unità diesel sempre 3.0 L, ma con 6 cilindri a V, che sviluppa 340 cv e 800 Nm di coppia. Entrambe prevedono un layout con posizionamento a motore centrale e, come dicevamo, il vantaggio di queste vetture risiede nel peso ridotto e nell’escursione delle sospensioni che, nel caso della 3008, arriva fino a 46 cm. Della partita in questo 2019 sarà anche Ssangyong con il Rexton DKR.

4×4

Le nemiche giurate delle buggy sono le varianti 4×4. In questo caso si parte da auto molto più vicine al modello di serie, come la Mini All4 o la Toyota Hilux, che quest’anno si ripresenta in gran forma con un nuovo set up per le sospensioni.

Questi due mostri a trazione integrale non sono agili come le rivali a due ruote motrici, ma in tratti dove la velocità viene meno possono fare la differenza grazie a una trazione migliore che consente loro manovre più evasive.

La mini JCW Rally utilizza un motore diesel da 3.0 L da 350 cv di origine BMW con ben 770 Nm di coppia, mentre la Toyota si fa forte di un incredibile 5.0 L V8 (origine Lexus) da circa 390 cv.

SxS o Side by Side

È passato un decennio da quando i piccoli buggy con cilindrata ridotta hanno fatto il loro debutto alla Dakar e, da allora, il caso è cresciuto in maniera considerevole. Il punto forte di questo tipo di mezzi è altissima affidabilità e la relativa semplicità nel condurli, vista anche la presenza del cambio automatico.

La categoria è dominata dalla CanAm, che sta cercando in tutti i modi di sopravanzare Polaris e Yamaha. Quest’anno ci sono 33 veicoli che partiranno da Lima; un salto qualitativo per la classe, ufficialmente riconosciuta dal regolamento due anni fa. Al momento la leadership è in mano al Brasile,imbattuto in questa categoria per merito delle vittorie di Leandro Torres nel 2017 e Reinaldo Varela lo scorso gennaio.

Altra punto fore sono i costi. Si stima che un privato possa correre la Dakar allo stesso prezzo delle moto (enduro allestite), ma su quattro ruote.

Camion

Kamaz, Iveco, Man e non solo! Scontro tra titani in una delle categorie più affascinanti in assoluto. Qui si sfidano bestioni da 800 cv dove c’è bisogno di un equipaggio composto da 3 persone.

Per farvi capire meglio di fronte a cosa ci troviamo ecco qua la scheda tecnica dell’Iveco POWERSTAR TORPEDO:

Lunghezza 6.800 mm Larghezza 2.550 mm Altezza 3000 mm Passo 4.400 mm

Massa totale 9.400 kg in gara.

Distribuzione pesi: ant/post 50/50%.

MOTORE: IVECO Cursor 13 / Euro 6, 12.9 litri, 6 cilindri in linea, 24 valvole, common-rail , Holset turbo.

Potenza massima: 900 CV a 2.200 giri ( 675 kW a 2200 giri) Coppia massima 3800 Nm a 1.100 giri.

Trasmissione: Frizione monodisco, diametro 430 millimetri.

Cambio: ZF 16S221OD, ridotta 11,54-0,84 : 1 con servo shift.

Ripartitore: ZF – Steyr VG1600/300, riduzione: 0,89 : 1 senza differenziale.

Assi: SISU anteriore e posteriori con sistema di gonfiaggio e sgonfiaggio degli pneumatici comandati dalla cabina.

Telaio: a longheroni ad alta resistenza con acciaio forte (KF600).

Dimensioni: 260 x 75 x 6 mm senza rinforzo interno.

Sospensione anteriore: balestre a 3 lame L&P con 4 ammortizzatori Reiger per asse, dotati di molle elicoidali.

Sospensione posteriore: balestre a 2 lame L&P 4 ammortizzatori Reiger per asse, dotati di molle elicoidali e barra stabilizzatrice.

Pneumatici: Michelin 14.00 R20 XZL.

Serbatoio: di sicurezza FIA.

FRENI: a disco auto-ventilanti Knorr-Bremse, 430 x 42 mm con pressione del sistema a 8 bar

Cabina: Iveco Powerstar con roll bar a gabbia.

Sedili: n. 3 anatomici Sparco, cinture di sicurezza a 6 punti.

Sospensione cabina anteriore: Silent blocs.

Sospensione cabina posteriore: con molle e ammortizzatori idraulici.

Fonte: automoto.it

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